Il termine medico Lombalgia significa dolore a livello lombare, quindi si parla di un dolore che è localizzato nella parte bassa della schiena.

Quali sono i sintomi della Lombalgia?

Una prima differenza da fare sulla sintomatologia è stabilire se si è di fronte ad una lombalgia acuta oppure una lombalgia cronica.

Lombalgia acuta

Per esser definita lombalgia acuta vi è la presenza di un dolore causato da un interessamento della componente muscolare, legamentosa, articolare e discale a livello della colonna lombare con la presenza di un processo infiammatorio. È importate sapere che l’infiammazione nel nostro organismo, così come il dolore, fanno parte di quei meccanismi che il corpo attua per salvaguardare la zona interessata ed evitare che la situazione peggiori, per esempio non far assumere quelle posizioni che potrebbero danneggiare ulteriormente le strutture interessate, quindi crea uno stimolo per far cambiare l’atteggiamento posturale in protezione della colonna vertebrale. Il nostro corpo è caratterizzato da un processo di autoguarigione intrinseco che permette di contrastare situazioni dannose per il nostro funzionamento, ecco perché è importante imparare ad ascoltarlo.
Detto ciò la lombalgia acuta è caratterizzata dalla presenza di un dolore intenso a livello della parte bassa della schiena che limita i movimenti della persona poiché nel tentativo di svolgere un movimento il dolore viene esacerbato. Quando si presenta il dolore acuto viene spesso chiamato “il colpo della strega” poiché come detto prima, è un dolore lombare intenso che blocca nella posizione in cui ci si trova, la maggior parte delle volte con la schiena flessa in avanti, anche semplicemente leggermente inclinata verso il lavandino per lavarsi la faccia o quando ci si china in avanti per prendere qualcosa. È bene tenere presente che per esser definita una lombalgia acuta il dolore e l’infiammazione devono scomparire nell’arco di un mese.
Una volta che l’infiammazione cessa, subentrano altri fattori che possono mantenere il dolore a livello della lombare e tali fattori, detti secondari, sono coloro che generano il passaggio da lombalgia acuta a lombalgia cronica.

Lombalgia cronica

La lombalgia cronica, si ha quando il dolore lombare è presente da almeno 3 mesi e perdura nel tempo. Tra i principali fattori secondari mi soffermo sulle posizioni viziate per esempio come ci si siede davanti al computer, sul divano, in macchina etc, come si cammina, come si sollevano i pesi etc; sul peso corporeo che gioca un ruolo importante anche nella salute della colonna lombare e in tal caso il sovrappeso aumenta il carico che i dischi intervertebrali devono ammortizzare; Non bisogna trascurare l’attività fisica che se fosse svolta con costanza (una camminata giornaliera di 30/40 min o uno sport di squadra o un giro in bici o il nuoto e via dicendo) aiuterebbe a mantenere un buon tono muscolare in tutti i distretti del corpo, fondamentale per sostenere la colonna vertebrale, al contrario l’assenza di un’attività fisica costante non garantirebbe un buon supporto muscolare alle articolazioni vertebrali e ai dischi intervertebrali, predisponendoli ad un lavoro funzionale maggiore. Il dolore cronico al contrario di quello acuto non ha la funzione di protezione anzi porta gradualmente verso ad una limitazione della mobilità articolare in questo caso a livello lombare. Nella fase cronica il dolore è presente nei cambi di posizione, oppure quando si mantiene per tanto tempo la stessa posizione; è un dolore di sottofondo, sempre localizzato a livello della colonna lombare, presente ogni giorno.

Quali sono le cause della lombalgia?

Il dolore lombare è spesso multifattoriale, quindi ci possono essere più cause che concorrono a generare il dolore nel corpo. Ci sono cause prettamente legate alla colonna vertebrale tra cui:

  • sacralizzazione dell’ultima vertebra lombare, la quinta, che in questo caso risulta fusa con la prima vertebra sacrale
  • spondilolisi, ovvero la mancata fusione di parte dell’arco posteriore di una vertebra
  • spondilolistesi, quando avviene lo scivolamento in avanti di un corpo vertebrale
  • sinostosi, deformità congenita dovuta alla fusione di due o più vertebre; tra i più comuni vi sono i processi degenerativi meglio conosciuti come discopatie quindi buldgnig, protrusioni ed ernie; e come processo degenerativo per eccellenza vi è l’artrosi.

Altre cause possono essere malattie reumatiche, infezioni, neoplasie, traumi turbe metaboliche e del turnover osseo

E ci sono cause di origine extravertebrali che si ripercuotono sulla colonna lombare come per esempio:

  • viscerali (gastrointestinali, urologiche e ginecologiche)
  • vascolari (aneurisma dell’aorta addominale)
  • stile di vita (sovrappeso, assenza di attività fisica, atteggiamenti posturali non corretti durante la quotidianità)
  • neuromeningee.

Alcuni studi hanno evidenziato che solo il 20% delle lombalgie è provocato da un problema specifico della colonna vertebrale (patologie rachidee).
Il restante 80% è provocato da cause non specifiche quali posture e movimenti scorretti, stress psicologici, forma fisica scadente ed eccesso di peso corporeo.

Quali sono i rimedi per una lombalgia? Qual è una cura ottimale?

Ecco che entra in gioco l’osteopatia. L’osteopata considera il corpo come un tutt’uno senza focalizzarsi solo sulla parte dolente; tiene in considerazione la storia anamnestica fisica ed emotiva della persona per riuscire a risalire alla causa che ha fatto insorgere il dolore. L’osteopata lavora attraverso un approccio manuale, è grazie allo sviluppo della percezione tattile che ha acquisito con la pratica, che è in grado di percepire per esempio la presenza di limitazioni articolari, il livello di tensione muscolare, la manifestazione del movimento corretto del diaframma, dei visceri e attraverso un attento esame osteopatico, che parte dalla postura e quindi da come si comporta il corpo nello spazio, fino all’ascolto dei singoli tessuti del corpo, risale alla causa che sta generando il problema. Una volta individuata la causa, attraverso l’approccio osteopatico, si potenzia il processo di autoguarigione che è intrinseco nel nostro corpo in modo tale da riuscir a far fronte sempre meglio ad eventuali problematiche fisiche che si potrebbero manifestare nel corso della vita.
Ecco cosa fa l’osteopata, ti aiuta a ritrovare la salute che stai cercando, aiutandoti inoltre a comprendere cosa puoi fare per prevenire il mal di schiena che ti sta limitando o semplicemente accompagnando nella quotidianità.

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I pazienti di Monza e Brianza li ricevo presso il Centro Osteopatico Atlas, a Macherio, in via Matteotti 3C.

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