Prima di dare la definizione di Plagiocefalia è utile fare un breve riassunto della dinamica della nascita poiché rende più chiaro che cosa possa accadere alle ossa craniche del bambino.

Le ossa craniche nell’utero materno

Queste ultime, all’interno dell’utero materno, hanno uno sviluppo incompleto proprio per far sì che il suo meccanismo cranico abbia una libertà di movimento maggiore per attraversare il canale del parto della madre. L’osso occipitale è diviso in quattro parti distinte, collegate da connessioni cartilaginee intraossee, esso è l’osso più compromesso durante il processo della nascita poiché la sua posizione e il suo movimento sono fondamentali per un parto fisiologico. Poi ci sono lo sfenoide che è diviso in tre parti, ciascuno dei temporali in due, entrambi i mascellari in due parti così come il frontale. Considerando anche il rapporto tra il meccanismo osseo, il cervello ed i nervi cranici, l’anatomia mostra che le vie nervose passano attraverso le ossa della base cranica, oppure tra una e l’altra. Detto ciò, se le proporzioni della testa del bambino rispetto al bacino della madre sono adeguate, il nascituro entra nella pelvi con l’occipite in posizione anteriore sul lato sinistro o destro rispetto alla rima pubica materna; la testa del neonato è ben flessa sul petto; probabilmente il travaglio procederà con tranquillità e sarà poco traumatico per la testa. Se invece la testa del nascituro è più estesa e l’occipite è ruotato posteriormente nella pelvi materna, il diametro della testa risulterà maggiore e quindi andrà a condizionarne il passaggio quindi il travaglio potrà essere difficile e prolungato, inoltre il meccanismo cranico subirà una compressione e la testa mostrerà anche una visibile deformità.

Cos’è la plagiocefalia

Il termine plagiocefalia deriva dal greco e significa modellamento cranico.

la plagiocefaliaPlagiocefalia primaria

  • Posizione anomala assunta in utero, alterazione spazio cavitario, prolungata fase di impegno (componente evolutiva)
  • Causata dalle forze del travaglio o del parto (natura + meccanica)

La plagiocefalia secondaria

  • Si sviluppa in seguito a forze tissutali ascendenti (torcicollo, scoliosi, anomalie posturali mantenute)
  • Strain tissutali dalla colonna vengono trasmessi alla base e alla volta

Possibili compromissioni date dalla plagiocefalia

  • Disfunzioni muscolo scheletriche e neurologiche
  • Ritardo psicomotorio
  • Disfunzioni del sistema nervoso
  • Problemi funzionali legati allo sviluppo dell’apparato ORL
  • Disfunzioni dell’apparato oftalmico
  • Compromissione del normale sviluppo oro-facciale

Cosa si valuta attraverso l’osteopatia?

In America sono stati svolti diversi studi che come argomento hanno l’utilizzo del trattamento manipolativo osteopatico in età pediatrica al fine di ripristinare la motilità fisiologica intrinseca dell’organismo, allo scopo di influire sullo sviluppo neurologico.

L’obiettivo del trattamento manipolativo osteopatico è dunque quello di ripristinare la mobilità intrinseca fisiologica, simmetrica e non limitata, in tutte le parti del corpo. Le tecniche utilizzate sono dirette alle ossa ed alle articolazioni, alle membrane e alle fasce, interferiscono sull’attività muscolare, sul drenaggio linfatico e sulla motilità del liquido cefalorachidiano, sulla circolazione arteriosa e venosa, sulla funzione viscerale, tutti elementi necessari per aumentare il potere terapeutico intrinseco dell’organismo.

Tenendo in considerazione uno dei principi su cui si basa l’osteopatia, l’interrelazione e l’interdipendenza di struttura e funzione, sottolinea il fatto che la disfunzione somatica in una determinata area, può riflettersi in un disturbo viscerale a distanza della disfunzione ma neurologicamente connessa ad essa (riflesso somato-viscerale: per esempio un trauma violento sulla colonna vertebrale a livello del passaggio tra la dorsale e lombare può condizionare la motilità intestinale), così come un disturbo viscerale può riflettersi a livello di tratti somatici, vertebrali ad esso connesso (riflesso viscero-somatico: per esempio un soggetto asmatico cronico avrà le prime vertebre dorsali dolenti e rettilinizzate in quanto da esse parte l’innervazione del sistema ortosimpatico che va ai bronchi; per lo stesso motivo, un reflusso gastroesofageo cronico può comportare dolore a livello di alcune vertebre del tratto dorsale medio-basso).

Esame del neonato

Il meccanismo craniosacrale del neonato dovrebbe essere esaminato nei primissimi giorni di vita.

Esaminare i profili e le articolazioni, passando delicatamente la mano sulla superficie cranica e cercare l’asimmetria: 

  • Toccando il rilievo delle ossa frontali o parietali
  • Toccando le scanalature sulle sopracciglia
  • Toccando la sovrapposizione di un osso sull’altro al livello della sutura coronale o lambdoidea
  • Toccando la sporgenza e la compressione della sutura sagittale o metopica
  • Toccando l’infossamento dello pterion
  • Accogliendo l’occipite nel palmo della mano ed osservando la  sporgenza insolita dell’occipite interparietale o il semplice appiattimento del sovra occipite
  • Esaminando la relativa grandezza e posizione degli occhi e delle narici  e l’inclinazione della bocca
  • Toccando l’osso sacro, la colonna vertebrale, toracica e cervicale
  • Ascoltando il tessuto sotto le mani
  • Percependo il movimento intrinseco delle strutture che vengono approcciate palpatoriamente.

Ricapitolando il trattamento osteopatico consiste nel trovare il punto di bilanciamento della tensione membranosa nel meccanismo, nel mantenerlo e nel consentire alla forza terapeutica intrinseca interna di normalizzare il corpo.

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I pazienti di Monza e Brianza li ricevo presso il Centro Osteopatico Atlas, a Macherio, in via Matteotti 3C.

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